Google e l’evoluzione della ricerca semantica

Google e ricerca semantica: più che l’annuncio di una novità, si tratta di completare lo sviluppo di un progetto iniziato da qualche anno, con la promessa di risvolti molto interessanti per il leader dei motori di ricerca.
Ricerca semantica o “ricerca intelligente”: ovvero una ricerca che oltrepassa il mero algoritmo sintattico (incentrato sulla funzione di parole-chiave, backlinks, …) a favore della comprensione del significato delle parole inserite dal navigatore.
La conseguenza?   Un elenco di risultati più adeguati, pertinenti e dunque maggiormente personalizzati rispetto al tipo di ricerca effettuata.
Come consolidare l’obiettivo semantico di Google?  Attraverso l’incrocio del maggior numero di informazioni possibile: informazioni inerenti agli attributi dell’oggetto della ricerca e informazioni personali.
Gli strumenti?   Un database che contiene milioni di informazioni, o meglio, di entità: concetti che rappresentano elementi univoci e dunque privi di ambiguità (singole cose, persone, luoghi, società…), collegati fra loro per fornire un risultato.
La tecnologia basata sul collegamento di entità, permette di acquisire risultati più chiari e correlati da molte più informazioni, rispetto a quelli ottenibili con la semplice ricerca per parole-chiave.
Un database edificato sulla tecnologia Metaweb (acquisita da Google nel 2010) e su Freebase (contenente già nel 2010 ben 12 milioni di entità).
Un ulteriore strumento strategico è rappresentato dal social Google +, in grado di integrare sia i dati personali dell’utente, sia una valutazione collettiva nella produzione semantica dei risultati di ricerca.
I benefici derivanti dall’innovazione semantica, per gli utenti sono chiari: efficacia della ricerca, pertinenza e  ricchezza delle informazioni, ampi collegamenti fra loro.
E i vantaggi per Google?
– affiliare un numero sempre maggiore di siti web, espandendo la propria leadership fra i motori di ricerca.
– incrementare il tempo di permanenza dei navigatori sul proprio sito, proponendo loro tutti i possibili estratti di contenuto pertinente alla ricerca effettuata e i reciproci collegamenti, riducendo il più possibile la concorrenza dei social come Facebook o Twitter, catalizzatori leader dell’utenza web.
esempio schema.org

Schema.org

– aumentare le proprie entrate finanziarie derivanti dalla pubblicità internet, approfittando dei risultati di ricerca per proporre la vendita diretta di alcuni prodotti ad essa collegati (libri, cd, biglietti per spettacoli, prenotazione soggiorni…).
Più difficile è prevedere la forza di impatto che la ricerca semantica potrà avere sull’indicizzazione naturale dei siti, e conseguentemente sulla realtà SEO.
Una realtà che deve ritrovare una propria elasticità, modificando struttura e tecnica del proprio linguaggio.
Un suggerimento da parte di alcuni esperti?   Approfondire Schema.org, il linguaggio comune concordato da Google, Yahoo e Bing per la produzione di rich snippets (brevi estratti arricchiti), interessante risorsa SEO da sviluppare in vista dell’evoluzione della ricerca semantica di Google.

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