Housing sociale: un investimento per il territorio

L’housing sociale è una realtà in espansione. I mesi autunnali si stanno rivelando ricchi di iniziative a riguardo: convegni, corsi di formazione, inaugurazione di nuove unità abitative su piccola e larga scala e grande fermento nella presentazione di nuovi progetti che vedono impegnati in sinergia enti municipali, attori privati, cooperative e onlus, nella costruzione di una nuova filosofia dell’abitare.

Il social housing nasce come elaborazione di una risposta complessa alle esigenze abitative che sempre più ci caratterizzano socialmente: una risposta che si vuole qualitativa e ri-qualificante per le persone e il territorio, in termini di spazi, materiali, capacità di integrazione e di aggregazione.

L’obiettivo dei progetti di housing sociale è mettere a disposizione abitazioni, in vendita o in affitto, a prezzi calmierati per una fascia “grigia” sempre più ampia di utenti: coloro che non hanno possibilità economiche sufficienti per partecipare al libero mercato immobiliare ma non possiedono i requisiti necessari per ottenere un alloggio popolare. Una doppia esclusione che si rivela un’empasse per migliaia di coppie e famiglie monoreddito e per molti anziani.

Ma l’housing sociale non è solo questo e interviene in favore di quella parte di popolazione cui l’accessibilità economica agli alloggi è condizionata dalle difficoltà di integrazione sociale: è il caso di molti stranieri, oppure persone provenienti dalla vita di strada, dalla realtà carceraria o diverse tipologie di comunità.

Oltre alle locazioni in vendita o in affitto, l’housing sociale prevede anche alloggi “temporanei”: alloggi a tipologia residence o pensionato, sempre a costi contenuti, in grado di ospitare studenti e lavoratori fuori sede,  persone in cura presso gli ospedali e famiglie di degenti, giovani a rischio segnalati dall’assistenza sociale.

Nella progettazione degli spazi abitativi “social”, la qualità intende essere un elemento portante che si realizza nella scelta dei materiali edili, nell’attenzione all’impatto ambientale, nella creazione di spazi di condivisione e aggregazione e di servizi socialmente utili (asili nido convenzionati, poli socio-sanitari, centri di ricreazione: un esempio attivo dal 2003 sul territorio milanese é il Villaggio Barona).

La riqualificazione delle aree e delle strutture pubbliche o private dismesse, invendute o parzialmente inutilizzate è spesso alla base dell’allestimento dei nuovi alloggi di social housing e favorisce la reintegrazione attiva nel tessuto urbano di grandi potenzialità in disuso.

Per impostazione e obiettivi il social housing rappresenta molto di più di un’erogazione di fondi a scopo benefico: si tratta di un investimento economico e sociale che mira ad una ricomposizione attiva del tessuto sociale cittadino e alla creazione di servizi e competenze adeguati in risposta alle esigenze del territorio.

Un esempio recente? Il villaggio Sharing, inaugurato a Torino all’inizio di ottobre. Un’area abitativa di 10 mila metri quadri, ricavata da ex edifici postali situati in periferia e suddivisa in 122 unità residenziale e 58 camere per ospitalità temporanea. Certo un esempio eclatante,  a cui si aggiungono la nascita e la progettazione di molte altre realtà di social housing, di minore entità ma di grande importanza strategica per il territorio cittadino.

Noto ai milanesi ad esempio, è il progetto per costruire alloggi-albergo a costo “social” per i malati di tumore e le loro famiglie in cura presso l’Istituto dei tumori: il bando di concorso si concluderà a novembre.

Vi segnaliamo inoltre la recente inaugurazione di un servizio di housing sociale realizzato dalla cooperativa La Cordata di Milano, in collaborazione con il comune di Cinisello Balsamo.

 

Il software InTempo, è lo strumento elaborato da Puntoit per supportare la gestione delle esperienze insediative di social housing. L’ampia collaborazione di Puntoit con la realtà del terzo settore, ha permesso di sviluppare le funzioni di InTempo in modo da soddisfarne le specifiche esigenze, ampliando, ad esempio, la sezione anagrafica degli ospiti e delle attività ad essi connesse

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