Google Panda update: in Italia

L’arrivo del nuovo update di Google Panda, previsto in estate per Google.it , desta sicuramente molta aspettativa e anche qualche preoccupazione.

Sul nuovo algoritmo di Google, attivato a febbraio sulla rete nord americana di Google e già soggetto ad ulteriori update ad aprile e maggio, con estensione a tutti i siti in lingua inglese, si possono reperire molte informazioni nel web.

Google Panda ha introdotto nuove variabili di indicizzazione dei siti all’interno del motore di ricerca Google: variabili che definiscono la qualità e il valore dei contenuti.

Una bassa qualità dei contenuti determina penalizzazioni che si sono rivelate fino a questo momento piuttosto dure e inaspettate.

La definizione del concetto di qualità dei contenuti rappresenta un punto critico focale e di assoluta importanza per comprendere e prevenire l’azione di Google Panda.

Il gruppo madri.com ha delineato con chiarezza la centralità della definizione qualitativa dei contenuti, spingendo la propria analisi alla comprensione dei meccanismi che sottendono all’algoritmo Panda e dei potenziali trends futuri di Google. Vi rimandiamo al loro sito per interessanti approfondimenti: www.madri.com e al Video molto esplicativo

Il problema della qualità dei contenuti, dopo una notevole inflessione registrata fino a tre anni fa, diventa con Google Panda il criterio principale per determinare il valore di un sito.

Cosa si intende per qualità dei contenuti?

Esiste una specie di vademecum in proposito, fornito da un responsabile del progetto Google, formulato in 23 domande che l’utente di un sito dovrebbe porsi per definirne la qualità.

Si tratta di un tentativo decisamente generico e del tutto soggettivo di fornire una risposta, che introduce una potenziale ambiguità: è possibile definire in modo semplicemente algoritmico il concetto di qualità?

Ad ogni modo, ecco alcune accortezze per elevare gli standard qualitativi dei contenuti del vostro sito nell’ottica Google Panda:

– produrre contenuti originali, non duplicati

– evitare pagine dai contenuti troppo brevi e ridondanti (eliminare o risistemare anche pagine indice eccessive o menu di navigazione con testi ridondanti)

– evitare la sovrabbondanza di tags all’interno delle pagine del sito (il tag excess viene già penalizzato da Google)

– attenzione a fattori di fruizione (rilevabili in appoggio a Google Analytics o Web Master Google), quali la velocità del sito, il numero di visite, il tempo di permanenza sul sito, il livello di “rimbalzo” (bounce rate) del visitatore…

– attenzione all’usabilità del sito (layout, disposizione dei contenuti…)

– evitare la sovra-ottimizzazione SEO (contenuto eccessivo di keywords, di links interni e anchor text, doorways…), già oggetto di penalizzazione da parte di Google

– attenzione alla pubblicità presente sul vostro sito. Google Panda può penalizzare i siti che presentino un’eccesiva quantità di annunci o il loro posizionamento preponderante rispetto ai contenuti. Anche la presenza di troppi links di affiliazione pubblicitaria non sono graditi.

Gli effetti delle penalizzazioni di Google Panda, sono stati, negli esempi in lingua inglese, molto duri.

Diversi siti con uno “storico” importante, molto trust e parecchio traffico a favore, sono stati colpiti inaspettatamente. Riemergere in modo competitivo nei motori di ricerca dopo un simile contraccolpo non è un percorso facile, e fino a questo momento nessun sito è stato in grado di recuperare la propria attività al 100%.

Prepararsi per prevenire gli effetti di Google Panda rappresenta una sfida importante: verificate l’assetto e i contenuti del vostro sito, eliminando, aggiungendo, operando modifiche opportune verso una maggiore qualità e fruibilità e… in bocca al lupo!

Altri approfondimenti a oggi:

Blog-Tagliaerbe

un  caso particolare e da studiare dal blog del forumGT

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