Clonazione Bancomat

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Le Iene clonazione bancomat -giovedì 24 settembre

Vi segnaliamo il servizio realizzato dalle “Le Iene”  andato in onda giovedì 24 settembre.

— Per vedere il servizio seguite il link dall’immagine.

Il problema di sicuro interesse generale, permette di sensibilizzare tutti i consumatori su un pericolo reale e diffuso. La seconda parte del servizio ha messo l’accento sulle soluzioni di mercato che oggi possono essere adottate dalle aziende per contrastare in maniera efficace il problema.

La gamma delle soluzioni offerte da Symantec azienda interpellata nell’inchiesta come interlocutore per la sicurezza informatica è parte integrante della nostra offerta commerciale.

 

Le principali prodotti:

Sicurezza informatica, tutti d’accordo?

I rapporti annuali relativi all’argomento aziende e sicurezza informatica (elaborati dagli addetti ai lavori quali Microsoft, Gfi Software, Symantec, Norton, Check Point…) offrono un panorama decisamente allarmante. Secondo queste indagini, le piccole e medie imprese costituirebbero un bersaglio facilmente raggiungibile dal crimine informatico: quantificando in percentuali, circa il 40-50% per cento delle aziende avrebbe subito un’infezione da malware negli ultimi due anni.

Il denominatore comune?

Le ricerche effettuate concordano: la causa prima delle violazioni alla sicurezza informatica non risiede nelle fragilità intrinseche ai software utilizzati, quanto nell’attività degli utenti che in azienda hanno accesso al web.

I dipendenti dunque, prede comuni di attacchi di Social Engineering: phishing, social app malevole, download di oggetti corrotti, USB “contagiose” (è Microsoft a segnalare le chiavette come fonte pericolosa e diffusa di infezione, a causa di elementi maligni già presenti sulle unità di memorizzazione), costituirebbero la minaccia prioritaria alla sicurezza aziendale.

Navigatori poco consapevoli e poco accorti, spesso formati in modo insufficiente in merito ai rischi provenienti da Internet e agli espedienti per proteggersi, i dipendenti possono procurare una falla importante nella sicurezza aziendale, innescando programmi dannosi e rilasciando informazioni riservate.

Attualmente molte aziende non possiedono una valida strategia di difesa dal malware informatico, oppure non attuano alcuna politica di controllo affinché i dispositivi di sicurezza vengano rispettati dai propri dipendenti. Strumenti di monitoraggio o filtraggio dei siti web, sistemi anti-spamming, pratiche che disciplinino l’accesso a social come Facebook o Twitter, sono ancora relativamente poco diffusi oppure poco controllati: molte aziende considerano la minaccia derivante dall’utilizzo imprudente della rete come un elemento minoritario, concentrandosi prevalentemente su altri tipi di attachi.

Il cyber crime è una realtà in aumento costante e le implicazioni economiche che ne derivano sempre più importanti.

Combattere le violazioni informatiche derivanti da un’impropria o imprudente attività online risulta essere la nuova priorità per le imprese: allargare la rete di strategia anti-malware, coinvolgendo tutti gli strati socio-operativi dell’azienda, rappresenta un passo fondamentale verso gli obiettivi di sicurezza.

 

Google e l’evoluzione della ricerca semantica

Google e ricerca semantica: più che l’annuncio di una novità, si tratta di completare lo sviluppo di un progetto iniziato da qualche anno, con la promessa di risvolti molto interessanti per il leader dei motori di ricerca.
Ricerca semantica o “ricerca intelligente”: ovvero una ricerca che oltrepassa il mero algoritmo sintattico (incentrato sulla funzione di parole-chiave, backlinks, …) a favore della comprensione del significato delle parole inserite dal navigatore.
La conseguenza?   Un elenco di risultati più adeguati, pertinenti e dunque maggiormente personalizzati rispetto al tipo di ricerca effettuata.
Come consolidare l’obiettivo semantico di Google?  Attraverso l’incrocio del maggior numero di informazioni possibile: informazioni inerenti agli attributi dell’oggetto della ricerca e informazioni personali.
Gli strumenti?   Un database che contiene milioni di informazioni, o meglio, di entità: concetti che rappresentano elementi univoci e dunque privi di ambiguità (singole cose, persone, luoghi, società…), collegati fra loro per fornire un risultato.
La tecnologia basata sul collegamento di entità, permette di acquisire risultati più chiari e correlati da molte più informazioni, rispetto a quelli ottenibili con la semplice ricerca per parole-chiave.
Un database edificato sulla tecnologia Metaweb (acquisita da Google nel 2010) e su Freebase (contenente già nel 2010 ben 12 milioni di entità).
Un ulteriore strumento strategico è rappresentato dal social Google +, in grado di integrare sia i dati personali dell’utente, sia una valutazione collettiva nella produzione semantica dei risultati di ricerca.
I benefici derivanti dall’innovazione semantica, per gli utenti sono chiari: efficacia della ricerca, pertinenza e  ricchezza delle informazioni, ampi collegamenti fra loro.
E i vantaggi per Google?
– affiliare un numero sempre maggiore di siti web, espandendo la propria leadership fra i motori di ricerca.
– incrementare il tempo di permanenza dei navigatori sul proprio sito, proponendo loro tutti i possibili estratti di contenuto pertinente alla ricerca effettuata e i reciproci collegamenti, riducendo il più possibile la concorrenza dei social come Facebook o Twitter, catalizzatori leader dell’utenza web.
esempio schema.org

Schema.org

– aumentare le proprie entrate finanziarie derivanti dalla pubblicità internet, approfittando dei risultati di ricerca per proporre la vendita diretta di alcuni prodotti ad essa collegati (libri, cd, biglietti per spettacoli, prenotazione soggiorni…).
Più difficile è prevedere la forza di impatto che la ricerca semantica potrà avere sull’indicizzazione naturale dei siti, e conseguentemente sulla realtà SEO.
Una realtà che deve ritrovare una propria elasticità, modificando struttura e tecnica del proprio linguaggio.
Un suggerimento da parte di alcuni esperti?   Approfondire Schema.org, il linguaggio comune concordato da Google, Yahoo e Bing per la produzione di rich snippets (brevi estratti arricchiti), interessante risorsa SEO da sviluppare in vista dell’evoluzione della ricerca semantica di Google.

Google+: puo’ competere nel mondo dei social networks?

Il numero di iscritti a Google+ continua a crescere: un dato di fatto sul quale Google concentra il massimo dell’enfasi per promuovere il suo strumento social.

Ma il valore numerico di coloro che accedono a Google+ (stimabile attualmente intorno a  90 milioni di utenze) costituisce un fattore sufficiente per decretarne il successo di all’interno della realtà dei social networks?

Secondo gli studi americani di comScore, pubblicati dal Wall Street Journal, Google+ é decisamente lontano dal rappresentare un’autentica sfida ai colossi del network, come Facebook e Twitter. Nonostante l’incremento esponenziale degli iscritti infatti, Google+ risulta una piattaforma pressoché vuota in termini di attività, ovvero in termini di tempo speso dai propri utenti nella community e di capacità di creare contatti e condivisione.

La ricerca comScore ci fornisce numeri ed estremi di paragone: si calcola che il tempo dedicato dal singolo utente alla community Google+ fra i mesi di settembre 2011 e gennaio 2012, sia stato mediamente di 3 minuti al mese. La curva di attività, presenterebbe inoltre un’inflessione decisamente poco incoraggiante, rispetto alla media di 5,1 minuti di collegamento di novembre e di 4,8 minuti di dicembre.

Google+ si rivela un network scarsamente dinamico, soprattutto se confrontato all’operosità dei colleghi Twitter, con una media di 21 minuti per unità al mese, e  Facebook, il quale al proprio attivo ha una media di 405 minuti (più di 7 ore) per, e una quantità di contatti attivi mensili pari a 845 milioni.

Una potenza enorme con cui confrontarsi, ammesso che sia possibile parlare di confronto.

Google+ può o potrà mai considerarsi un reale competitor dei maggiori social networks?

Mountain View replica mettendo in discussione i dati della ricerca comScore, eccessivamente pessimistici rispetto ai dati interni Google. E il portavoce B. Horowitz puntualizza: Google+ è progettato per essere qualcosa di più di un sito di destinazione, in termini concreti è da considerarsi come uno strumento ausiliario ai servizi Google (come Gmail o You Tube), in grado di aggiungervi un layer  personale, sul modello dei social networks.

Google+ rappresenta una sfida su lungo periodo: occorrerà attendere pazientemente nuovi risultati prima di decretare il successo o l’insuccesso dell’impresa di Google. L’azienda intanto, annuncia la progettazione di nuove funzioni per una migliore integrazione di Google+ all’interno del motore di ricerca.

Insomma, l’entusiasmo di Mountain View si ridimensiona per quanto riguarda le possibilità di Google+: non antagonista diretto all’interno della realtà dei social networks dominata da Facebook, ma strumento per valorizzare le potenzialità di Google, leader indiscusso dei motori di ricerca.

 

UTM Cyberoam: una soluzione ottimale al problema della sicurezza informatica

I sistemi di sicurezza informatici UTM (Unified Threat Management) di Cyberoam rispondono a tre esigenze fondamentali per le aziende attualmente sul mercato:

  • realizzare una rete di sicurezza efficace per far fronte a minacce telematiche  crescenti per numero e complessità.
  • gestire facilmente tali dispositivi di sicurezza ad elevata prestazione.
  • rispettare il budget aziendale destinato alla gestione degli imprevisti informatici.

 

UTM - sicurezza informaticaLa tecnologia UTM di Cyberoam (“Visionary” nel Magic Quadrant for UTM del Gartner Report) è presente in tutta la gamma di appliance per la gestione unificata dei rischi informatici. Nell’offerta ci sono dispositivi adatti a ciascuna realtà aziendale, dalla piccola e media impresa alle maggiori società di servizi. La strategia di sicurezza applicata da questi dispositivi é identity based, ovvero prevede  una policy basata sul controllo dell’identità dei singoli utenti (Layer 8: livello umano): un’unica piattaforma integrata per una gestione globale, efficace e semplice della sicurezza perimetrale.

I sistemi UTM di Cyberoam offrono un range completo di funzioni gestionali e di difesa, fra cui:

 

  • Firewall,
  • Bandwidth Management (ottimizzazione della performance della banda)
  • Web filtering e proxy
  • VPN
  • IPS (Intrusion Prevention System)
  • Antivirus, Antispyware; Antispam
  • Visibilità e controllo delle applicazioni
  • Multiple Link Management
  • Appliance Wi-Fi

 

La molteplicità di funzioni delle appliances UTM di Cyberoam, si affianca ad un’ottima semplicità gestionale. Per reti complesse e con numerosi dispositivi esiste l’utilissima console unificata (CCC: Central Console Cyberoam), che permette di accentrare la gestione di policy e aggiornamenti e di visualizzare a livello centrale l’attività degli utenti e della rete, basata sul controllo di identità. In questo modo è possibile ridurre la complessità di management mantenendo alti gli standard di sicurezza, nonostante la mancanza di personale tecnico in loco. Una prerogativa di importanza assoluta nel caso di aziende con sedi geograficamente distribuite.

Un aspetto altrettanto fondamentale è il vantaggio economico derivante dalle gestione UTM Cyberoam: la centralizzazione di installazione, aggiornamenti, monitoraggio e upgrade abbatte i costi di ownership e la necessità di investire in risorse tecniche a domicilio.

 

La tecnologia UTM Cyberoam rappresenta la soluzione ideale rispetto alle moderne esigenze di mercato: alto livello di sicurezza, semplificazione amministrativa, riduzione dei costi di investimento spesso frazionati in una molteplicità non coordinata di prodotti e applicazioni per la prevenzione dei rischi.

 

Puntoit è Gold Partner Cyberoam ed è in grado di installare e gestire l’intera gamma dei prodotti. Contattaci per avere una proposta personalizzata e per provare la potenza di Cyberoam nella tua rete.

 

Google+ pagina impresa: uno strumento utile per il webmarketing

Google+ è una realtà in espansione: oggi conta 60 milioni di iscritti ma i trends di sviluppo calcolati sulle basi attuali, profetizzano il raggiungimento di 400 milioni di potenziali matricole entro la fine del 2012.  La consistente e rapida crescita numerica di Google+ tuttavia, non è l’aspetto più interessante di questo strumento social: Google+ si distingue dagli altri “colleghi” (Facebook in primis) per le potenzialità SEO e per gli obiettivi di posizionamento ad esse collegate.

Diversamente da Facebook, piattaforma autocentrica che cerca di mantenere il più a lungo possibile gli utenti sul proprio sito web limitando il traffico verso referenze esterne (eccezion fatta per quelle monetizzate attraverso Facebook Ads), il fine naturale del motore di ricerca Google è quello di indicizzare il maggior numero di contenuti, creando al contempo traffico verso siti esterni al proprio.
GooglePlus 2012- puntoitGoogle applica alle pagine profilo di Google+ e agli articoli che vi vengono pubblicati, una strategia di posizionamento naturale, che può risultare fortemente performante dal punto di vista web marketing. Google+ infatti, permette di sviluppare la visibilità dei propri post nelle pagine dei risultati naturali di Google, generando traffico sia verso la pagina Google+, sia verso i siti citati nei post (qualora venga pubblicata l’URL). Google inoltre, personalizza i risultati di ricerca utilizzando le indicazioni +1 per modificare il posizionamento dei siti sulla base delle azioni delle cerchie sociali. E’ ipotizzabile che in futuro Google possa utilizzare i segnali +1 per modificare il posizionamento dei siti anche nei riguardi dei fruitori non collegati al social: l’espansione numerica dei segnali +1 potrebbe trasformarli in un criterio ulteriore di indicizzazione naturale.

L’adesione di un sito web alla realtà sociale di Google+ può implementarne la performance imprenditoriale attraverso una strategia ben coordinata.

Cinque sono i passi fondamentali.

1- Apertura di un account Google+.

Scegliere la categoria pertinente all’attività dell’impresa e indicare il nome della pagina che dovrà corrispondere al nome dell’impresa (nome che d’ora in poi comparirà sempre accanto a ciascuna pubblicazione). Indicare l’indirizzo web del vostro sito e precisare la tipologia della vostra attività.

2- Personalizzazione della pagina Google+.

Cliccando sull’opzione “modifica il profilo” (tasto blu) è possibile personalizzare la pagina aggiungendo informazioni. Si può iniziare dalla descrizione situata al di sotto del nome della pagina, la quale apparirà come tag description nei motori di ricerca. Non vi sono limiti alla lunghezza del testo, ma soltanto i primi 150-160 caratteri appariranno come descrizione nelle pagine dei risultati. E’ possibile inoltre aggiungere informazioni nella sezione “introduzione”, ad esempio brevi descrizioni dei prodotti e dei servizi, integrate con links verso le pagine pertinenti del vostro sito web.

3- Autentificazione della pagina impresa e del profilo Gooogle+

Il sistema Direct Connect viene utilizzato da Google per associare un sito web ad una pagina impresa di Google+ e viceversa: in questo modo si verifica la pertinenza del sito rispetto alla ricerca effettuata dal navigatore all’interno del motore Google e, al contempo, si facilita la connessione di un fruitore alle pagine Google+. In quest’ottica è necessario creare links reciproci fra il vostro sito e la pagina di Google+. Se il vostro sito contiene articoli o blog, é possibile far comparire fra i risultati di ricerca, un link al profilo Google+ dell’autore: la pagina profilo personale e il blog includeranno il reciproco link.

4- Promozione.

Prima di promuovere la vostra pagina impresa Google+ , occorre svilupparne i contenuti attraverso testi, pubblicazioni, foto, video, creando una cerchia sociale basata su centri di interesse. Potete aggiungere alla vostra cerchia soltanto coloro i quali, a loro volta, hanno già incluso la vostra pagina Google+ alla propria.

Elemento importante per la promozione della vostra pagina impresa è creare un indirizzo Google+ facile da memorizzare: a questo proposito Google vi fornisce strumenti adeguati alla semplificazione dell’URL.

Aggiungere il profilo personale dell’amministratore del sito infine, si rivela molto utile al lavoro di promozione: diffondendo post inaugurali, oppure comunicando via mail o newsletter, è possibile attingere nuovi abbonati sia all’interno della vostra cerchia, sia all’esterno, raggiungendo coloro che vi seguono sulle altre reti sociali (Facebook, Twitter, LinkedIn…).

5- Animazione.

Pubblicare con regolarità e costanza contenuti interessanti, utili e pertinenti per raggiungere i vostri obiettivi SEO e SMO (Social Media Optimization). Impegnarsi nelle conversazioni, commentare, segnalare con +1, condividere testi originali e di qualità (sconsigliabile  riproporre contenuti identici sulle diverse piattaforme sociali) è il modo migliore per ottimizzare i vostri risultati.

 

Per maggiori approfondimenti, vi suggeriamo l’articolo pubblicato sul journaldunet.com

 

Puntoit assume programmatrici e programmatori web

Abbiamo aperto la selezione per le figure professionali che descriviamo di seguito. I candidati possono scrivere a selezione@puntoitservizi.it mettendo in oggetto Rif.SWeb.

Nell’ambito della realizzazione di applicazioni web di medie e grandi dimensioni cerchiamo più figure, tutte obbligatoriamente con esperienza sul campo dimostrabile oppure che abbiano partecipato recentemente e attivamente a progetti di ricerca universitari riconducibili ai requisiti richiesti.

I candidati dovranno essere disposti a lavorare su progetti sicuramente  innovativi e stimolanti, ma che potranno presentare la necessità di un forte spirito di adattamento e di dinamicità (modifiche in corsa, picchi di lavoro improvvisi).

I progetti verranno realizzati con tecnologie open source scelte dal gruppo di lavoro stesso. E’ ipotizzabile che sia impegato il linguaggio di programmazione Python o Java.

E’ fondamentale che le figure abbiano la disponibilità a ricoprire anche i ruoli contigui per dare flessibilità al gruppo.

Le figure richieste sono:

  • progettista esperto in architetture web complesse, preferibilmente con pattern MVC
  • programmatrice/ore di pagine web rich client (conoscenza di HTML5 e XHTML, Javascript, JQuery, Ajax, protocollo HTTP)
  • analista programmatrice/ore web application, con esperienza nell’utilizzo di framework preferibilmente Python (tipo django o web2py), template, multilayer, persistenza, caching, scaling
  • DBA con esperienza in db distribuiti con dimensioni > 1GB

Per tutte le figure, tranne che per i programmatori, verranno valutate anche disponibilità part-time.

Importante: indicare espressamente nella mail di candidatura i principali progetti (in produzione o di ricerca) ai quali la candidata o il candidato ha lavorato specificando: anno, durata in mesi, breve descrizione, tecnologie adottate, dimensione del gruppo di lavoro, ruolo, stato attuale del progetto.

Mappatura delle parole-chiave per migliorare il posizionamento

Con un video molto “easy” e ricco di esempi pratici, gli autori di SEOmoz affrontano un problema importante per l’impostazione SEO di un sito web: la tendenza a separare la realtà della ricerca e del target SEO dal lavoro di creazione dei contenuti.

Chiamata in causa per aumentare le potenzialità di posizionamento di un sito, la persona competente di SEO viene troppo spesso esclusa dall’elaborazione strategica dei contenuti. Consultato a “conti fatti”, in presenza di un testo già formulato secondo i criteri personali del singolo o dell’azienda, l’esperto SEO limita il proprio intervento a modifiche circoscritte, scegliendo la pagina migliore per aumentarne il profitto di posizionamento oppure estrapolando dal contesto frasi o concetti su cui l’imprenditore intende puntare, senza la possibilità di costruire una vera ed efficace strategia di keywords research.

Il risultato? Il rischio di “targettizzare” termini e associazioni improbabili, dando vita, in gergo eloquente, ad una Frankenpage.  La scadente incisività sui motori di ricerca è una conseguenza naturale.

Se il processo di costruzione di un sito web, strategico per gli obiettivi di posizionamento, si inceppa per la mancanza di un consulente SEO attivo ed autorevole in fase di progettazione dei contenuti (quali includere e quali valorizzare attraverso parole-chiave), è possibile ottenere migliori risultati seguendo quattro passi fondamentali:

1)   predisporre l’intera lista delle keywords, effettuando una selezione d’insieme all’interno dei contenuti. Una volta verificato il valore e l’importanza delle parole-chiave individuate, si procede al lavoro di targeting, basato su fattori quali maggiore capacità di conversione/maggiore traffico generato/minore grado di difficoltà.

 

2)   realizzare una mappatura delle keywords presenti nei contenuti in riferimento a criteri di:

rilevanza

es. la parola-chiave su cui si intende puntare è realmente presente nella pagina dedicata?; si tratta di una pagina full category o subcategory?; è una brand page?

intento dei fruitori

ipotizzare ciò che l’utente desidera trovare quando approda alla pagina richiesta. Assicurare il maggior numero di informazioni direttamente collegate al prodotto rappresentato dalla keyword (origine, materiale, utilizzo, caratteristiche speciali che possano giustificare la scelta dell’utente, aggiunta di demo o tutorials…)

– conversion goals

ovvero l’azione successiva che ci si aspetta compia l’utente, una volta approdato al sito.

Es. iscriversi ad una mailing list, acquistare, scegliere una funzione o cliccare un bottone…

 

3)   scegliere di focalizzare le pagine del sito in base a singole o multiple parole-chiave.

La ratio di colui che effettua una ricerca nel web non è necessariamente in rapporto 1:1 rispetto alle parole-chiave utilizzate.

La ricerca di un prodotto ben definito ma di uso generico (l’esempio riportato è “manopole da forno”) risulterà più proficua se focalizzata in una singola keywords page, poiché non possiamo immaginare esattamente gli intenti del fruitore.

Diverso è il caso di un prodotto maggiormente specifico (es. “manopole da forno per bambini”). E’ possibile targettizzare numerose parole-chiave (manopole da forno per ragazzi; taglie per bambini…): si utilizzeranno i criteri di rilevanza e di intento dei fruitori per aggiungerle alla pagina e si ipotizzeranno quali siano le pagine interessanti per coloro che cercano prodotti per bambini.

Si selezioneranno le keywords più importanti per il titolo e si aggiungeranno le altre all’interno dei contenuti. La pagina funziona grazie a questa combinazione.

Creare due pagine del tutto identiche targettizzando due parole-chiave diverse (es. manopole da forno per bambini/per l’infanzia) produce un non-sense.

 

4)   apportare le modifiche ai contenuti esistenti in base alla mappatura delle keywords ottenuta. In questo modo si scongiura il pericolo di creare una Frankenpage, ovvero si ottengono contenuti in grado di rispondere realmente alle esigenze dei fruitori e un maggiore impatto nei motori di ricerca.

Provare per credere, assicurano gli esperti di SEOmoz.

 

Splinder chiude, Puntoit studia la soluzione

E’ ormai chiaro, la piattaforma di blogging italiana Splinder chiuderà i battenti entro il 31/01/2012. Coloro che hanno avuto la fortuna di vedere recentemente la home page avranno letto il messaggio con l’avviso ufficiale. C’è una collezione degli avvisi su questa pagina di facebook.

Puntoit segue da tempo alcuni suoi clienti presenti su Splinder e sta mettendo a punto pacchetti di soluzioni per aiutare con una spesa limitata chi vorrà spostare il proprio blog su altre piattaforme.

E’ possibile migrare post, commenti, tag e categorie su WordPress con una tecnica descritta in molti post. Citiamo la fonte dell’autore Airos.

Chi non volesse percorre la strada del “fai da te” o non ha il tempo necessario può affidarsi a Puntoit, sperando che Splinder torni visibile, perché al momento in cui scriviamo il sito è non raggiungibile.

Per avere informazioni scrivi ad assistenza.software@puntoitservizi.it.