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Google+ pagina impresa: uno strumento utile per il webmarketing

Google+ è una realtà in espansione: oggi conta 60 milioni di iscritti ma i trends di sviluppo calcolati sulle basi attuali, profetizzano il raggiungimento di 400 milioni di potenziali matricole entro la fine del 2012.  La consistente e rapida crescita numerica di Google+ tuttavia, non è l’aspetto più interessante di questo strumento social: Google+ si distingue dagli altri “colleghi” (Facebook in primis) per le potenzialità SEO e per gli obiettivi di posizionamento ad esse collegate.

Diversamente da Facebook, piattaforma autocentrica che cerca di mantenere il più a lungo possibile gli utenti sul proprio sito web limitando il traffico verso referenze esterne (eccezion fatta per quelle monetizzate attraverso Facebook Ads), il fine naturale del motore di ricerca Google è quello di indicizzare il maggior numero di contenuti, creando al contempo traffico verso siti esterni al proprio.
GooglePlus 2012- puntoitGoogle applica alle pagine profilo di Google+ e agli articoli che vi vengono pubblicati, una strategia di posizionamento naturale, che può risultare fortemente performante dal punto di vista web marketing. Google+ infatti, permette di sviluppare la visibilità dei propri post nelle pagine dei risultati naturali di Google, generando traffico sia verso la pagina Google+, sia verso i siti citati nei post (qualora venga pubblicata l’URL). Google inoltre, personalizza i risultati di ricerca utilizzando le indicazioni +1 per modificare il posizionamento dei siti sulla base delle azioni delle cerchie sociali. E’ ipotizzabile che in futuro Google possa utilizzare i segnali +1 per modificare il posizionamento dei siti anche nei riguardi dei fruitori non collegati al social: l’espansione numerica dei segnali +1 potrebbe trasformarli in un criterio ulteriore di indicizzazione naturale.

L’adesione di un sito web alla realtà sociale di Google+ può implementarne la performance imprenditoriale attraverso una strategia ben coordinata.

Cinque sono i passi fondamentali.

1- Apertura di un account Google+.

Scegliere la categoria pertinente all’attività dell’impresa e indicare il nome della pagina che dovrà corrispondere al nome dell’impresa (nome che d’ora in poi comparirà sempre accanto a ciascuna pubblicazione). Indicare l’indirizzo web del vostro sito e precisare la tipologia della vostra attività.

2- Personalizzazione della pagina Google+.

Cliccando sull’opzione “modifica il profilo” (tasto blu) è possibile personalizzare la pagina aggiungendo informazioni. Si può iniziare dalla descrizione situata al di sotto del nome della pagina, la quale apparirà come tag description nei motori di ricerca. Non vi sono limiti alla lunghezza del testo, ma soltanto i primi 150-160 caratteri appariranno come descrizione nelle pagine dei risultati. E’ possibile inoltre aggiungere informazioni nella sezione “introduzione”, ad esempio brevi descrizioni dei prodotti e dei servizi, integrate con links verso le pagine pertinenti del vostro sito web.

3- Autentificazione della pagina impresa e del profilo Gooogle+

Il sistema Direct Connect viene utilizzato da Google per associare un sito web ad una pagina impresa di Google+ e viceversa: in questo modo si verifica la pertinenza del sito rispetto alla ricerca effettuata dal navigatore all’interno del motore Google e, al contempo, si facilita la connessione di un fruitore alle pagine Google+. In quest’ottica è necessario creare links reciproci fra il vostro sito e la pagina di Google+. Se il vostro sito contiene articoli o blog, é possibile far comparire fra i risultati di ricerca, un link al profilo Google+ dell’autore: la pagina profilo personale e il blog includeranno il reciproco link.

4- Promozione.

Prima di promuovere la vostra pagina impresa Google+ , occorre svilupparne i contenuti attraverso testi, pubblicazioni, foto, video, creando una cerchia sociale basata su centri di interesse. Potete aggiungere alla vostra cerchia soltanto coloro i quali, a loro volta, hanno già incluso la vostra pagina Google+ alla propria.

Elemento importante per la promozione della vostra pagina impresa è creare un indirizzo Google+ facile da memorizzare: a questo proposito Google vi fornisce strumenti adeguati alla semplificazione dell’URL.

Aggiungere il profilo personale dell’amministratore del sito infine, si rivela molto utile al lavoro di promozione: diffondendo post inaugurali, oppure comunicando via mail o newsletter, è possibile attingere nuovi abbonati sia all’interno della vostra cerchia, sia all’esterno, raggiungendo coloro che vi seguono sulle altre reti sociali (Facebook, Twitter, LinkedIn…).

5- Animazione.

Pubblicare con regolarità e costanza contenuti interessanti, utili e pertinenti per raggiungere i vostri obiettivi SEO e SMO (Social Media Optimization). Impegnarsi nelle conversazioni, commentare, segnalare con +1, condividere testi originali e di qualità (sconsigliabile  riproporre contenuti identici sulle diverse piattaforme sociali) è il modo migliore per ottimizzare i vostri risultati.

 

Per maggiori approfondimenti, vi suggeriamo l’articolo pubblicato sul journaldunet.com

 

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Puntoit assume programmatrici e programmatori web

Abbiamo aperto la selezione per le figure professionali che descriviamo di seguito. I candidati possono scrivere a sele...@puntoitservizi.it mettendo in oggetto Rif.SWeb.

Nell’ambito della realizzazione di applicazioni web di medie e grandi dimensioni cerchiamo più figure, tutte obbligatoriamente con esperienza sul campo dimostrabile oppure che abbiano partecipato recentemente e attivamente a progetti di ricerca universitari riconducibili ai requisiti richiesti.

I candidati dovranno essere disposti a lavorare su progetti sicuramente  innovativi e stimolanti, ma che potranno presentare la necessità di un forte spirito di adattamento e di dinamicità (modifiche in corsa, picchi di lavoro improvvisi).

I progetti verranno realizzati con tecnologie open source scelte dal gruppo di lavoro stesso. E’ ipotizzabile che sia impegato il linguaggio di programmazione Python o Java.

E’ fondamentale che le figure abbiano la disponibilità a ricoprire anche i ruoli contigui per dare flessibilità al gruppo.

Le figure richieste sono:

  • progettista esperto in architetture web complesse, preferibilmente con pattern MVC
  • programmatrice/ore di pagine web rich client (conoscenza di HTML5 e XHTML, Javascript, JQuery, Ajax, protocollo HTTP)
  • analista programmatrice/ore web application, con esperienza nell’utilizzo di framework preferibilmente Python (tipo django o web2py), template, multilayer, persistenza, caching, scaling
  • DBA con esperienza in db distribuiti con dimensioni > 1GB

Per tutte le figure, tranne che per i programmatori, verranno valutate anche disponibilità part-time.

Importante: indicare espressamente nella mail di candidatura i principali progetti (in produzione o di ricerca) ai quali la candidata o il candidato ha lavorato specificando: anno, durata in mesi, breve descrizione, tecnologie adottate, dimensione del gruppo di lavoro, ruolo, stato attuale del progetto.

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Mappatura delle parole-chiave per migliorare il posizionamento

Con un video molto “easy” e ricco di esempi pratici, gli autori di SEOmoz affrontano un problema importante per l’impostazione SEO di un sito web: la tendenza a separare la realtà della ricerca e del target SEO dal lavoro di creazione dei contenuti.

Chiamata in causa per aumentare le potenzialità di posizionamento di un sito, la persona competente di SEO viene troppo spesso esclusa dall’elaborazione strategica dei contenuti. Consultato a “conti fatti”, in presenza di un testo già formulato secondo i criteri personali del singolo o dell’azienda, l’esperto SEO limita il proprio intervento a modifiche circoscritte, scegliendo la pagina migliore per aumentarne il profitto di posizionamento oppure estrapolando dal contesto frasi o concetti su cui l’imprenditore intende puntare, senza la possibilità di costruire una vera ed efficace strategia di keywords research.

Il risultato? Il rischio di “targettizzare” termini e associazioni improbabili, dando vita, in gergo eloquente, ad una Frankenpage.  La scadente incisività sui motori di ricerca è una conseguenza naturale.

Se il processo di costruzione di un sito web, strategico per gli obiettivi di posizionamento, si inceppa per la mancanza di un consulente SEO attivo ed autorevole in fase di progettazione dei contenuti (quali includere e quali valorizzare attraverso parole-chiave), è possibile ottenere migliori risultati seguendo quattro passi fondamentali:

1)   predisporre l’intera lista delle keywords, effettuando una selezione d’insieme all’interno dei contenuti. Una volta verificato il valore e l’importanza delle parole-chiave individuate, si procede al lavoro di targeting, basato su fattori quali maggiore capacità di conversione/maggiore traffico generato/minore grado di difficoltà.

 

2)   realizzare una mappatura delle keywords presenti nei contenuti in riferimento a criteri di:

- rilevanza

es. la parola-chiave su cui si intende puntare è realmente presente nella pagina dedicata?; si tratta di una pagina full category o subcategory?; è una brand page?

- intento dei fruitori

ipotizzare ciò che l’utente desidera trovare quando approda alla pagina richiesta. Assicurare il maggior numero di informazioni direttamente collegate al prodotto rappresentato dalla keyword (origine, materiale, utilizzo, caratteristiche speciali che possano giustificare la scelta dell’utente, aggiunta di demo o tutorials…)

- conversion goals

ovvero l’azione successiva che ci si aspetta compia l’utente, una volta approdato al sito.

Es. iscriversi ad una mailing list, acquistare, scegliere una funzione o cliccare un bottone…

 

3)   scegliere di focalizzare le pagine del sito in base a singole o multiple parole-chiave.

La ratio di colui che effettua una ricerca nel web non è necessariamente in rapporto 1:1 rispetto alle parole-chiave utilizzate.

La ricerca di un prodotto ben definito ma di uso generico (l’esempio riportato è “manopole da forno”) risulterà più proficua se focalizzata in una singola keywords page, poiché non possiamo immaginare esattamente gli intenti del fruitore.

Diverso è il caso di un prodotto maggiormente specifico (es. “manopole da forno per bambini”). E’ possibile targettizzare numerose parole-chiave (manopole da forno per ragazzi; taglie per bambini…): si utilizzeranno i criteri di rilevanza e di intento dei fruitori per aggiungerle alla pagina e si ipotizzeranno quali siano le pagine interessanti per coloro che cercano prodotti per bambini.

Si selezioneranno le keywords più importanti per il titolo e si aggiungeranno le altre all’interno dei contenuti. La pagina funziona grazie a questa combinazione.

Creare due pagine del tutto identiche targettizzando due parole-chiave diverse (es. manopole da forno per bambini/per l’infanzia) produce un non-sense.

 

4)   apportare le modifiche ai contenuti esistenti in base alla mappatura delle keywords ottenuta. In questo modo si scongiura il pericolo di creare una Frankenpage, ovvero si ottengono contenuti in grado di rispondere realmente alle esigenze dei fruitori e un maggiore impatto nei motori di ricerca.

Provare per credere, assicurano gli esperti di SEOmoz.

 

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Splinder chiude, Puntoit studia la soluzione

E’ ormai chiaro, la piattaforma di blogging italiana Splinder chiuderà i battenti entro il 31/01/2012. Coloro che hanno avuto la fortuna di vedere recentemente la home page avranno letto il messaggio con l’avviso ufficiale. C’è una collezione degli avvisi su questa pagina di facebook.

Puntoit segue da tempo alcuni suoi clienti presenti su Splinder e sta mettendo a punto pacchetti di soluzioni per aiutare con una spesa limitata chi vorrà spostare il proprio blog su altre piattaforme.

E’ possibile migrare post, commenti, tag e categorie su WordPress con una tecnica descritta in molti post. Citiamo la fonte dell’autore Airos.

Chi non volesse percorre la strada del “fai da te” o non ha il tempo necessario può affidarsi a Puntoit, sperando che Splinder torni visibile, perché al momento in cui scriviamo il sito è non raggiungibile.

Per avere informazioni scrivi ad assistenza.software@puntoitservizi.it.

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Housing sociale: un investimento per il territorio

L’housing sociale è una realtà in espansione. I mesi autunnali si stanno rivelando ricchi di iniziative a riguardo: convegni, corsi di formazione, inaugurazione di nuove unità abitative su piccola e larga scala e grande fermento nella presentazione di nuovi progetti che vedono impegnati in sinergia enti municipali, attori privati, cooperative e onlus, nella costruzione di una nuova filosofia dell’abitare.

Il social housing nasce come elaborazione di una risposta complessa alle esigenze abitative che sempre più ci caratterizzano socialmente: una risposta che si vuole qualitativa e ri-qualificante per le persone e il territorio, in termini di spazi, materiali, capacità di integrazione e di aggregazione.

L’obiettivo dei progetti di housing sociale è mettere a disposizione abitazioni, in vendita o in affitto, a prezzi calmierati per una fascia “grigia” sempre più ampia di utenti: coloro che non hanno possibilità economiche sufficienti per partecipare al libero mercato immobiliare ma non possiedono i requisiti necessari per ottenere un alloggio popolare. Una doppia esclusione che si rivela un’empasse per migliaia di coppie e famiglie monoreddito e per molti anziani.

Ma l’housing sociale non è solo questo e interviene in favore di quella parte di popolazione cui l’accessibilità economica agli alloggi è condizionata dalle difficoltà di integrazione sociale: è il caso di molti stranieri, oppure persone provenienti dalla vita di strada, dalla realtà carceraria o diverse tipologie di comunità.

Oltre alle locazioni in vendita o in affitto, l’housing sociale prevede anche alloggi “temporanei”: alloggi a tipologia residence o pensionato, sempre a costi contenuti, in grado di ospitare studenti e lavoratori fuori sede,  persone in cura presso gli ospedali e famiglie di degenti, giovani a rischio segnalati dall’assistenza sociale.

Nella progettazione degli spazi abitativi “social”, la qualità intende essere un elemento portante che si realizza nella scelta dei materiali edili, nell’attenzione all’impatto ambientale, nella creazione di spazi di condivisione e aggregazione e di servizi socialmente utili (asili nido convenzionati, poli socio-sanitari, centri di ricreazione: un esempio attivo dal 2003 sul territorio milanese é il Villaggio Barona).

La riqualificazione delle aree e delle strutture pubbliche o private dismesse, invendute o parzialmente inutilizzate è spesso alla base dell’allestimento dei nuovi alloggi di social housing e favorisce la reintegrazione attiva nel tessuto urbano di grandi potenzialità in disuso.

Per impostazione e obiettivi il social housing rappresenta molto di più di un’erogazione di fondi a scopo benefico: si tratta di un investimento economico e sociale che mira ad una ricomposizione attiva del tessuto sociale cittadino e alla creazione di servizi e competenze adeguati in risposta alle esigenze del territorio.

Un esempio recente? Il villaggio Sharing, inaugurato a Torino all’inizio di ottobre. Un’area abitativa di 10 mila metri quadri, ricavata da ex edifici postali situati in periferia e suddivisa in 122 unità residenziale e 58 camere per ospitalità temporanea. Certo un esempio eclatante,  a cui si aggiungono la nascita e la progettazione di molte altre realtà di social housing, di minore entità ma di grande importanza strategica per il territorio cittadino.

Noto ai milanesi ad esempio, è il progetto per costruire alloggi-albergo a costo “social” per i malati di tumore e le loro famiglie in cura presso l’Istituto dei tumori: il bando di concorso si concluderà a novembre.

Vi segnaliamo inoltre la recente inaugurazione di un servizio di housing sociale realizzato dalla cooperativa La Cordata di Milano, in collaborazione con il comune di Cinisello Balsamo.

 

Il software InTempo, è lo strumento elaborato da Puntoit per supportare la gestione delle esperienze insediative di social housing. L’ampia collaborazione di Puntoit con la realtà del terzo settore, ha permesso di sviluppare le funzioni di InTempo in modo da soddisfarne le specifiche esigenze, ampliando, ad esempio, la sezione anagrafica degli ospiti e delle attività ad essi connesse

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Google Analytics real-time: l’attività del vostro sito analizzata in tempo reale

In risposta alla crescente velocità di Internet, in termini di cambiamenti e opportunità, questo nuovo servizio Google permette di monitorare in tempo reale i dati relativi al vostro sito web: report immediati (contro le 24  ore richieste dal tradizionale Google Analytics) che riguardano l’attività del sito, la risposta dell’utenza, l’influenza delle operazioni di web marketing e in particolare l’impatto della realtà dei social media sul traffico generato dal vostro sito. Quest’ultima funzione, permette infatti di verificare istantaneamente l’accesso da parte di utenti “social” (ad es. Facebook o Twitter) ai singoli post pubblicati all’interno di un blog, visualizzare la punta massima di attività prodotta dalle vostre comunicazioni e individuare il momento di minimo fervore per far circolare nuovamente le vostre news.

Analytics Real Time rappresenta inoltre un utile strumento per monitorare correttamente l’avvio delle vostre campagne pubblicitarie ed effettuare test in tempo reale (ad esempio la validità delle key-words e dei tag proposti) in modo da implementare le possibilità commerciali della vostra attività.

 

Esempi di dettaglio delle informazioni riguardanti l’attività del vostro sito, rilevabili da Analytics Real Time:

-         numero di visitatori attivi sul sito (ripartiti in utenti nuovi/conosciuti)

-         trend delle page-views ottenuto parallelamente in base agli ultimi trenta minuti e all’ultimo minuto di traffico del vostro sito.

-         dieci pagine più visitate sul sito

-         dieci key-words maggiormente utilizzate dagli utenti per accedere al sito

-         informazioni sui dieci principali siti referral inerenti agli utenti

-         provenienza geografica dei visitatori (visualizzabile anche attraverso l’applicazione Google Earth)

-         contenuti più visualizzati sul sito (aggiornati sia in tempo reale che ogni trenta minuti)

-         dettaglio delle sorgenti di traffico relative agli utenti

Per accedere a Google Analytics Real Time è necessario essere amministratori dell’account. Il servizio sarà reso disponibile gradualmente nel corso di alcune settimane. E’ possibile effettuare richiesta compilando il form.

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Google Adwords e SEO: una strategia combinata

 

In un recente articolo su LeJornalduNet , si discute di un tema importante per i professionisti dell’e-commerce che decidono di investire nelle campagne Google AdWords: la tentazione di ottimizzare il budget aziendale nel traffico a pagamento, trascurando i risultati naturali di posizionamento nel motore di ricerca.

Dissociare le due realtà del problema -la sponsorizzazione AdWords e il posizionamento naturale- o privilegiarne soltanto una parte, impoverisce nettamente le potenzialità commerciali del proprio sito, laddove la fusione intelligente di entrambi gli aspetti permette di concentrare un traffico di qualità più elevata e maggiori vendite.

 

L’analisi proposta, si basa su tre punti fondamentali:

1- Privilegiare gli investimenti verso le campagne sponsorizzate rappresenta un errore strategico.

Se da un lato le parole-chiave acquistate con Google AdWords ottengono generalmente migliori performance i termini di tassi di rebound e di conversione, è stato ugualmente dimostrato che l’89% del traffico generato dai links sponsorizzati non viene bilanciato dal traffico ottenuto attraverso i risultati naturali. Ciò significa che Google AdWords rappresenta un plus di traffico e di vendite per un sito già ben posizionato dal punto di vista SEO.

Riguardo all’ utenza infine, si rileva come la presenza di un sito in entrambe le realtà incrementi la fiducia del consumatore.

La soluzione ottimale per un e-commerce di successo risiede dunque in una strategia integrata SEO/Google AdWords attraverso investimenti combinati in modo equilibrato.

 

2 – Google AdWords rappresenta un’opportunità di test per realizzare valide opzioni SEO.

Con Google Adwords è possibile studiare e testare l’efficacia delle parole-chiave per orientare la scelta SEO in termini di maggiore profitto e ottimizzazione. Una possibilità preziosa per evitare errori che possono costare al proprio sito mesi di ri-posizionamento SEO.

Con l’aiuto di Google Webmaster Tool inoltre, è possibile misurare il tasso di clic per ciascuna parola-chiave.

Naturalmente l’attività di “test and learn”, funziona utilmente anche in senso opposto: posizionamento SEO verso Google AdWords.

 

3 - L’importanza della sinergia degli strumenti Google

- Il Quality Score di Google AdWords permette di calcolare il posizionamento del proprio sito e il costo per clic di una campagna, utilizzando come metro di misura la pertinenza del contenuto rispetto alle parole-chiave acquistate. Maggiore è la pertinenza, minore il costo per clic.

Investire nel contenuto è la soluzione più conveniente in entrambi i canali: dal punto di vista dei risultati naturali permette di perfezionare il proprio posizionamento e dal punto di vista AdWords consente di ottimizzare il proprio budget abbattendo i costi per clic.

- Le estensioni Google Maps e Google Shopping permettono di arricchire i propri annunci sponsorizzati di informazioni aggiuntive, in grado di incrementare fortemente il tasso di clic su Google AdWords e incidere sul Quality Score.

 

- Google Analitics mette a disposizione strumenti avanzati per il monitoraggio e l’analisi delle conversioni multicanale, al fine di migliorare ulteriormente il coordinamento fra links sponsorizzati e risultati naturali.

In conclusione, privilegiare l’aspetto AdWords rispetto al posizionamento naturale di un sito è un errore pericoloso, un non-sense capace di precludere una parte sostanziale di traffico e di possibilità economiche: soltanto una tattica di Search Marketing Google integrata e ben equilibrata in entrambe le realtà può garantire il successo dell’e-commerce aziendale.

 

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Iscrizione a Google plus è pubblica, facciamo punto.

E’ ormai sulla bocca di tutti: il social network di Google, Google +, è disponibile al grande pubblico: un lancio che ha preceduto l’F8 (Facebook Developer Conference) e le novità annunciate da Mark Zuckerberg.

Quali innovazioni in merito a Google+?

Soltanto pochi giorni fa, era necessario ricevere un invito mail per iscriversi al social Google +: oggi, tutti coloro che possiedono un account Google (ad esempio Gmail) possono attivare il proprio profilo cliccando il pulsante +TU, presente in alto a sinistra nella home page di Google,  inaugurato nei giorni scorsi dall’evidenza di una grande freccia azzurra.

Ecco alcuni rilasci già effettuati da Google in fase beta e alcuni in field trial, pronti per essere annunciati a breve.

 

Molte novità riguardano la funzione Hangouts o videoritrovi: le videochat dal vivo infatti, saranno disponibili sui telefoni cellulari, strumento privilegiato da coloro che partecipano ai social networks.

I videoritrovi supportano già i dispositivi Androids 2.3 e superiori, con foto e videocamere, e fra poco anche mobiles iPhone e altri.

 

I videoritrovi includono già la chat di gruppo e la fruizione di video provenienti da Youtube: a queste funzioni si aggiungeranno  novità quali:

- condividere schermate con i contenuti desiderati (dalle foto personali al record ottenuto in un videogioco e in generale tutto ciò che può essere visualizzato in una schermata);

- scrivere e pianificare insieme ad altri con l’utilizzo di Google Docs;

- Sketchpad per schizzi e disegni personalizzati

- videoritrovi con nome, per discutere pubblicamente e dal vivo con gli altri

- i  videoritrovi “in diretta” forniranno agli utenti la possibilità di registrare e trasmettere proprie sessioni: una volta in onda, altre nove persone possono partecipare attivamente alla trasmissione mentre tutti possono fungere da spettatori.

Un release dai risvolti economici potenzialmente straordinari per determinate categorie di business: gli spettacoli live, la formazione video, le trasmissioni radio di chat in diretta con invitati.

I videoritrovi rappresentano inoltre una scommessa in grado di favorire un salto di Google+  in gara con Twitter e LinkedIn.

 

Un’altra novità importante di Google+ è l’inaugurazione della funzione di ricerca: è sufficiente digitare i termini della propria ricerca perché Google+ restituisca i post e i profili più pertinenti, unitamente ai contenuti più popolari sul web.

A proposito di quest’ultima affermazione “contenuti più popolari sul web” alcuni giornalisti si chiedono se “più popolare” possa corrispondere di fatto ai contenuti più twittati, più “Like” di Facebook e cliccati come “+1” di Google… una domanda interessante, che favorisce una seconda riflessione: la ricerca Google+ potrà nel tempo sostituire effettivamente il motore di ricerca Google attuale, o comunque diventare lo strumento privilegiato di ricerca da parte coloro che fanno parte del mondo social? Un appunto da verificare nel tempo.

 

Nello specifico della funzione ricerca Google+, è possibile scegliere di visualizzare tali contenuti secondo una classifica dei “migliori risultati”. I contenuti pertinenti a coloro che fanno parte della propria cerchia, risulteranno ai vertici di tale classifica. Il principio +1 risulta perciò sempre prioritario.

E’ possibile inoltre ricercare i post secondo il criterio di maggiore attualità: la ricerca in tempo reale è una funzione prevista per il prossimo futuro.

Infine, la ricerca Google+ consente di registrare le ricerche importanti effettuate (mediante un apposito pulsante posto in alto a destra): tutti i link appartenenti alla lista possono naturalmente essere cliccati con +1.

 

I contenuti esaminati sono una parte delle nuove funzioni Google+: molte sono le novità e gli ampliamenti ancora in programma nel mondo social su cui Google dimostra di voler investire in modo sempre più massiccio e concorrenziale. Intanto dall’F8 di Facebook, arriva la risposta di Zuckerberg.

 

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Google Grants: comunicazione sociale

Da anni Puntoit si occupa di fornire servizi studiati ad hoc per le cooperative sociali, organizzazioni Onlus, associazioni no profit. Conosciamo le esigenze specifiche, i problemi organizzativi, la mancanza, talvolta, di fondi sufficienti a facilitare il lavoro di questi organismi.

Per questi motivi, vi segnaliamo alcune iniziative sociali che Google ha ideato nell’ambito del programma “Google for nonprofits: una serie di agevolazioni legate al mondo web rivolte specificatamente alle organizzazioni senza scopo di lucro.

Google Grants rappresenta una parte della proposta Google for nonprofits: la concessione di un account pubblicitario online gratuito collegato al programma Google AdWords, specifico per le organizzazioni Onlus.

Come ottenere l’opportunità di pubblicizzare gratuitamente le attività della propria associazione, creando maggiore traffico sul proprio sito (dunque maggiore popolarità e possibilità di informazione mirata), favorendo il reclutamento di volontari o la raccolta di donazioni rivolte alla propria missione?

Google Grants è un premio al quale possono accedere soltanto le organizzazioni non governative idonee registrate presso l’apposita anagrafe unica delle Onlus, previa approvazione del Ministero delle Finanze. In linea generale, le organizzazioni no profit che operano nei campi dell’educazione, della salute, della scienza, dell’arte, della tecnologia e del volontariato.

Per verificare se la vostra associazione risponde ai requisiti necessari per partecipare al premio Google Grants, consultate le pagine Idoneità, Regolamento, Restrizioni del sito ufficiale   LINK

Per usufruire appieno delle possibilità di Google Grants, vi consigliamo di informarvi adeguatamente sul funzionamento del programma Google AdWords. Puntoit ha pubblicato un post informativo in questo blog

Riassumendo brevemente, possiamo presentare Google Adwords come un account pubblicitario autogestito: gli inserzionisti fissano un costo massimo per clic, che verrà loro addebitato ogni qualvolta un utente clicca sul loro annuncio. Anche il costo complessivo della campagna è fissato anticipatamente, nella certezza di spendere nel modo voluto e adeguato il budget destinato alla pubblicità del proprio sito.

Google Grants offre ai propri beneficiari un premio pubblicitario gratuito che può raggiungere il valore massimo di 10.000 dollari mensili da utilizzare nelle campagne AdWords. Importante: nessun importo (né complessivo né “per clic”) viene attribuito da Google all’organizzazione che usufruisce di tale gratifica: la cifra stabilita corrisponde unicamente al valore del premio messo a disposizione gratuitamente da Google Grants.

Ovviamente l’importo di 10.000 dollari annunciato da Google Grants rappresenta un massimale: l’entità del premio pubblicitario a cui ciascuna organizzazione può aspirare è estremamente variabile, sia come condizione di partenza che nella propria evoluzione, poiché dipende essenzialmente dal rendimento (cioè dal traffico) generato dai propri annunci.

La durata del premio ottenuto è potenzialmente continua: non esiste una data di conclusione prefissata, e non è necessario ripresentarne periodicamente richiesta.

L’opportunità di fruizione del premio è tuttavia correlata al rispetto delle  condizioni di gestione attiva del programma e delle norme che lo regolano: diversamente, Google Grants si riserva il diritto di revocare senza preavviso la partecipazione di un’organizzazione al programma per inidoneità, escludendola dalla possibilità di ripresentare domanda.

Se Google Grants rappresenta un’occasione per pubblicizzare in modo gratuito ed efficace la tua organizzazione no profit e la sua missione, puoi presentare richiesta per mezzo dell’apposito modulo onlineLINK

Ti consigliamo di approfondire queste informazioni consultando il sito ufficiale di Google Grants e Google Adwords, per verificare le condizioni di idoneità della tua richiesta e le restrizioni fissate dal programma.

Caso di successo proposto da Google.

Puntoit è disponibile per supportarti nella tua attività.

 

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Google Panda update: in Italia

L’arrivo del nuovo update di Google Panda, previsto in estate per Google.it , desta sicuramente molta aspettativa e anche qualche preoccupazione.

Sul nuovo algoritmo di Google, attivato a febbraio sulla rete nord americana di Google e già soggetto ad ulteriori update ad aprile e maggio, con estensione a tutti i siti in lingua inglese, si possono reperire molte informazioni nel web.

Google Panda ha introdotto nuove variabili di indicizzazione dei siti all’interno del motore di ricerca Google: variabili che definiscono la qualità e il valore dei contenuti.

Una bassa qualità dei contenuti determina penalizzazioni che si sono rivelate fino a questo momento piuttosto dure e inaspettate.

La definizione del concetto di qualità dei contenuti rappresenta un punto critico focale e di assoluta importanza per comprendere e prevenire l’azione di Google Panda.

Il gruppo madri.com ha delineato con chiarezza la centralità della definizione qualitativa dei contenuti, spingendo la propria analisi alla comprensione dei meccanismi che sottendono all’algoritmo Panda e dei potenziali trends futuri di Google. Vi rimandiamo al loro sito per interessanti approfondimenti: www.madri.com e al Video molto esplicativo

Il problema della qualità dei contenuti, dopo una notevole inflessione registrata fino a tre anni fa, diventa con Google Panda il criterio principale per determinare il valore di un sito.

Cosa si intende per qualità dei contenuti?

Esiste una specie di vademecum in proposito, fornito da un responsabile del progetto Google, formulato in 23 domande che l’utente di un sito dovrebbe porsi per definirne la qualità.

Si tratta di un tentativo decisamente generico e del tutto soggettivo di fornire una risposta, che introduce una potenziale ambiguità: è possibile definire in modo semplicemente algoritmico il concetto di qualità?

Ad ogni modo, ecco alcune accortezze per elevare gli standard qualitativi dei contenuti del vostro sito nell’ottica Google Panda:

- produrre contenuti originali, non duplicati

- evitare pagine dai contenuti troppo brevi e ridondanti (eliminare o risistemare anche pagine indice eccessive o menu di navigazione con testi ridondanti)

- evitare la sovrabbondanza di tags all’interno delle pagine del sito (il tag excess viene già penalizzato da Google)

- attenzione a fattori di fruizione (rilevabili in appoggio a Google Analytics o Web Master Google), quali la velocità del sito, il numero di visite, il tempo di permanenza sul sito, il livello di “rimbalzo” (bounce rate) del visitatore…

- attenzione all’usabilità del sito (layout, disposizione dei contenuti…)

- evitare la sovra-ottimizzazione SEO (contenuto eccessivo di keywords, di links interni e anchor text, doorways…), già oggetto di penalizzazione da parte di Google

- attenzione alla pubblicità presente sul vostro sito. Google Panda può penalizzare i siti che presentino un’eccesiva quantità di annunci o il loro posizionamento preponderante rispetto ai contenuti. Anche la presenza di troppi links di affiliazione pubblicitaria non sono graditi.

Gli effetti delle penalizzazioni di Google Panda, sono stati, negli esempi in lingua inglese, molto duri.

Diversi siti con uno “storico” importante, molto trust e parecchio traffico a favore, sono stati colpiti inaspettatamente. Riemergere in modo competitivo nei motori di ricerca dopo un simile contraccolpo non è un percorso facile, e fino a questo momento nessun sito è stato in grado di recuperare la propria attività al 100%.

Prepararsi per prevenire gli effetti di Google Panda rappresenta una sfida importante: verificate l’assetto e i contenuti del vostro sito, eliminando, aggiungendo, operando modifiche opportune verso una maggiore qualità e fruibilità e… in bocca al lupo!

Altri approfondimenti a oggi:

Blog-Tagliaerbe

un  caso particolare e da studiare dal blog del forumGT

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